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Shibumi

Shibumi

Los Angeles, USA

“Did you manage to land a seat at Shibumi? Fine.” Questa anticipata novità di Downtown è geniale perché va cercata come una vera izakaya di Tokyo, alla base di qualche building anonimo e spento di una strada senza insegne, come se fossero tutti perfettamente nascosti. Qui siamo a Downtown, accanto a un garage meccanico nella buia Hill St. Poi una finestra-bocca che lascia intravedere nulla e una tenda scura giapponese da scostare per varcare la soglia…

Serendipity

Serendipity

Valtellina, Italy

Serendipity è una parola che indica la predisposizione a imbattersi per caso in scoperte fortunate. Il termine, coniato dallo scrittore Horace Walpole nel 1754 in una lettera rivolta a un suo amico inglese che viveva a Firenze, ci torna in mente mentre ascoltiamo la vita di Antonella, che si è trasferita da Venezia qui, dove vive curando il proprio buen ritiro Il Dosso Maroggia, accogliendo gli ospiti di passaggio e facendo del bene a questa benevola terra come se vi fossero nati i propri nonni. Così, ogni mattina, ci svegliamo in una stanza che svela fiuto femminile per le cose belle, scendiamo le scalette centenarie accarezzando la vastità di un panorama fatto di pendii, pianure e discese avvolte dal primo sole…

Botanica Restaurant & Market

Botanica Restaurant & Market

Los Angeles, USA

Di universale oggi nelle metropoli ci sono questi indirizzi fantastici, animati dalla visione di un “healthful cooking”, popolati di magri hipsters, sui quali manteniamo delle riserve, ma che compaiono nella nostra agenda. Bene, sedersi in coppia alle undici di mattina sulla panca di legno fuori dalla vetrina di Botanica con la grande tazza di daily brew bollente e una spessa fetta di torta della colazione mandorla-arancia-miele e frutta arrostita (almond-orange-honey breakfast cake & roasted fruit) fa parte delle nostre nuove abitudini a LA…

Palette Food and Juice

Palette Food and Juice

Los Angeles, USA

Al di là di Los Feliz e Silver Lake, oltre il Los Angeles River dove si pesca a mosca, a Atwater Village ci ha portato Kathy, l’amica più elegante e dolce di Los Angeles, e spero vi ci siate già spinti. Il quartiere Eastside è verace e contemporaneo insieme e le insegne di Glendale Boulevard passano dai grandi magazzini con t-shirt a 3 dollari alla più evoluta bakery californiana (Proof Bakery, ndr). Non che Glendale Blvd. sia attraente, ma noi in pochi metri qui abbiamo infilate una dopo l’altra alcune delle nostre boutique preferite in città (AVION Clothier, Individual Medley, ndr). E poi c’è Palette, ovvero la nostra idea di pranzo fast-casual: una bowl ampia di ceramica con ogni combinazione possibile di grano, legume, verdura, proteina e salsa. La cosa più fuori dalle righe è la carne stufata e il brodo di bisonte, chiaramente qui nutrito solo con foraggio in una fattoria ben conosciuta (Grass-Fed & Finished Bison, Bison Bone Broth).

Zucker Bakery

Zucker Bakery

New York, USA

Questo piccolo posto ebraico, questa sala da the, così ci viene di chiamarla, è il luogo più simile a un abbraccio famigliare, una stretta dolce che conosci bene e che ti appaga anche nella sua brevità. Ci passiamo il tempo, come in un salottino di casa, ordinando un biscotto per tipo, una frolla tonda con la marmellata al melograno, una barretta di meringa e cocco, una treccia speziata ai datteri. È un posto calmo ed elegante, ecco tutto. È il nostro nascondiglio nell’East Village o forse in tutta Manhattan.

Villa Tereze

Villa Tereze

Marche, Italy

“L’unico vero viaggio verso la scoperta non consiste nella ricerca di nuovi paesaggi, ma nell’avere nuovi occhi.” (Marcel Proust). Dopo l’orizzonte di colline appoggiate una sull’altra, le statali sonnolente, i filari armonici di vigne e ulivi cangianti, gli orti casalinghi e i campi a riposo. Oltre i confini boschivi tra un pendio e l’altro, dove la natura ha avuto la meglio, oltre le piazze amichevoli dei villaggi minuti, le rocche millenarie aggrappate alle alture più esose, Renate sotto il pergolato attende spesso l’arrivo di un musicista giapponese, di un cuoco polacco, o di una famiglia in viaggio da Londra.

Patisserie Burrow

Patisserie Burrow

New York, USA

Dopo tutto il magnifico frastuono e ogni bizzarria di Manhattan, cercherai la compostezza e i silenzi di Burrow. Contemplerai le simmetrie della vetrinetta dei dolci, con le orecchie di elefante di sfoglia, i biscotti al the verde arrostito, la nostalgica granola di ciliegie, i croissant alle mandorle. Tutto qui è ridotto in scala di perfezione e consumato in una minuscola pace estetica. La proprietaria e chef Ayako Kurokawa appare e scompare dalla cucina nel suo grembiule di lino indaco, rifornisce i vassoi di bocconi dolci e salati, è nata nell’Hokkaido e non sa dire quasi da quanti anni cucini a New York City queste delizie, francesi, bretoni oppure semplicemente giapponesi. Nella piccola lobby degli uffici del 68 di Jay Street, Dumbo, Williamsburg, NYC.

Woodspoon

Woodspoon

Los Angeles, USA

Downtown LA è il nostro meraviglioso compromesso per stare a metà strada tra l’Art’s District e Silver Lake, che è dove ci piace muoverci a Los Angeles. La cosa geniale è che ogni anno che ci torniamo, troviamo una manciata di posti nuovi che sono esattamente i locali dove scendere a piedi per cena la sera, dopo la doccia, quando rimettersi alla guida dell’auto è l’ultima cosa che faremmo. Che è anche come dire: sentirsi una giovane coppia del quartiere. Woodspoon ce l’ha suggerito l’amico Carl, dopo che uno dei nostri ristoranti preferiti ha chiuso a Little Tokyo…

Manuela

Manuela

Los Angeles, USA

L’L.A. Art’s District forse esiste come quartiere da quando Hauser & Wirth, una sofisticata galleria d’arte contemporanea grande come un museo o due, ha aperto in 901 East 3rd Street. Manuela è arrivato un anno dopo come perfetto rendez-vous, “Le sensibilità rurali di Whitsell hanno preso posto nello spazio più urbano della West Coast” (Jonathan Gold, Los Angeles Times). Chef Wes Whitsell viene dal Sud, precisamente dal Texas, con una borsa piena di verbi adatti a un piccolo pasto del futuro: in-house smoking, fermenting, preserving, pickling. Ci sono una chicken house dove vivono dodici galline di razza rara e un planting garden dove crescono gli ortaggi della casa e questo dentro alle mura di un ambizioso contenitore d’arte. C’è un Paul McCarthy alle spalle del nostro tavolo. S’intitola “You Ain’t Done Yet” la carta dei dolci. Finiremo in cortile con grandi cucchiai di ottone affondati nel gelato al miele e alle fragole arrostite, a un tavolino da due con ampie sedie mid-century dai braccioli di legno e dai cuscini di velluto cipria. E come accade nei progetti più saggi, una cosa tira l’altra, il ristorante invita a perdere tempo nell’artbook e nelle sale espositive e viceversa.

Bread Lounge

Bread Lounge

Los Angeles, USA

É il forno di fiducia di Downtown Art’s District, potreste mancarlo al primo colpo, nascosto all’incrocio più di passaggio e più trafficato di South Santa Fe Avenue. O meglio, dovrete andarci apposta. Per i Balkan Borek, triangoli di sfoglia, ricoperti di sesamo e bruciacchiati il giusto, friabilissimi, farciti di feta, spinaci e cipolle. Per il Challah, il pane ebraico a treccia del venerdì, per i grissinoni con olive kalamata e za’atar, miscela di erbe, maggiorana, origano e timo. Delizie artigianali medio-orientali e baguette realizzate alla perfezione, da fare la fila il sabato mattina tra giovani uomini e donne degli studios del quartiere.

La Rustita

La Rustita

Marche, Italy

Spiagge nude, chalet chiusi, lungomare sgombro. L’ Adriatico in autunno è per pochi, tiepido e bonario, vagamente struggente. È soprattuto per chi lo abita stabilmente, che in pausa pranzo può sedersi nel cortile di una trattoria del porto, a prendere l’ultimo sole. A Fano i giovani amano incontrarsi a La Rustita, e noi con loro. Ci nutriamo di insalata di mare, calamari alla brace, frittura e insalata mista e vino bianco della casa, tra legni bianchi e vento salmastro.

Confiteria Bristol

Confiteria Bristol

Buenos Aires, Argentina

Un ragazzo e una ragazza passeggiano lungo via Esmeralda. È fine febbraio, e malgrado l’estate sia sul finire, l’aria di Buenos Aires è ancora torrida. Sono appena arrivati e il destino del giorno è quello di non avere alcuna meta. La piccola Confiteria Bristol è l’indirizzo che non stanno cercando. La ragazza ordina due empanadas vegetariane, il ragazzo tre di carne, senza indugio. Di fronte alle vetrine bombate di questa pasticceria, che dal 1952 vive delle liturgie domestiche dell’alta borghesia locale, parlano con l’uomo al bancone, un peruviano che ha imparato le arti del mestiere da piccolo e con una distinta signora, che il pasticcere si affretta a presentare come fedele habitué e nipote del Presidente Avellaneda. Cosi, deliziosi fagotti di pasta friabile dall’orlo ondulato -che la ragazza, col tempo, imparerà a modellare con progressiva maestria- sono il main course di un pic-nic improvvisato su una panchina del breve parco di fronte al Palacio de Relationes Internationales.

La Bamba de Areco

La Bamba de Areco

Buenos Aires, Argentina

Solo la prateria pampiana che si apre oltre la periferia Nord-Ovest di Buenos Aires mette a tacere il nostro entusiasmo nei confronti dei ghiacciai del Big Sur (Grande Sud), che abbiamo appena lasciato. È domenica ed è estate. Il vento vizia le chiome degli alberi con carezze ipnotiche e profonde. Dopo una strada sterrata un giovane gaucho ci aspetta al cancello, scultoreo e fiero quanto il cavallo che governa con cenni minimi. Lo seguiamo fino all’ingresso di una dimora porpora orlata di bianco, lungo un corteo intimo che taglia in due una campagna ordinata al primo tramonto. Ogni cosa in questo continuo paesaggio rurale materno sembra danzare cautamente di movimenti ancestrali. Il prato si è fatto più verde, il cielo più vaporoso e alto. Questa Terra è diventata, a suo modo, anche per noi, promessa di felicità…

Oviedo

Oviedo

Buenos Aires, Argentina

È estate a Buenos Aires e gli habitué del pranzo iniziano a sedersi nella sala raggiante di Oviedo e a salutare confidenzievoli i camerieri indaffarati negli ultimi preparativi. Ci abituiamo subito ai gesti cerimoniosi, ai convenevoli accennati, alla cortesia, alle conversazioni sussurrate sopra alle tovaglie immacolate. Un mondo classico e senza sbavature, dove l’eccentricità è concessa a piccole dosi sulle grandi tele appese alle pareti e sui piatti. La sapienza dei cuochi e il loro estro arrivano in sala sottoforma di composizioni patinate, a volte geometriche, a volte più fluide. Ogni portata è un bouquet di sapori nitidi e inconsueti, il cui equilibrio provoca stupore a ogni boccone. Un carattere che si realizza tra creatività morigerata e tradizione, tra eterno e non convenzionale.

Big Sur

Big Sur

Buenos Aires, Argentina

“La domanda cui cercherò di rispondere è la seguente: Perché gli uomini invece di stare fermi se ne vanno da un posto all’altro?” -chiese una volta Bruce Chatwin a Tom Maschler. Io viaggio cercando ciò che conosco e ciò che ancora ignoro. Certamente cerco la mia prima Parigi, le prue dove mi rifugiavo da piccola, i nidi lussuosi delle cigua palmera e le nuvole sarde, l’Hudson River quando si lascia alle spalle gli ultimi caseggiati di New York City e i Caraibi dopo Cape Town…

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