Sleep

Lanthia Resort

Lanthia Resort

Sardinia, Italy

Santa Maria appartiene a Baunei, l’Ogliastra, quella Sardegna centro-orientale che sentiamo nostra come un fratello gemello. La pineta verde bosco del Lanthia è densa e filtra il colore nocciola della spiaggia a mezzaluna, che continua a ricordarci qualche isola della Malesia e la natura forte, selvaggia, magnetica. Alle sette di sera l’acqua è una seta del punto di azzurro più magnifico – occhi lucidi di gioia – e gli isolotti sparsi lì fuori nel mare si accendono d’oro. Il Supramonte rude e bellissimo, l’Altopiano di Golgo e i suoi cinghiali liberi, i 500 metri di sudore per affacciarsi sul turchese di Cala Goloritzé, il vento matto di Pedralonga, i campanelli delle pecore ci ricordano dove siamo. Sardegna, isola del Continente…

Su Gologone

Su Gologone

Sardinia, Italy

È fine maggio e nell’orto a terrazze i cavoli crescono giganti e blu indaco come nelle favole. Bastiana ha la gonna lunga nera della tradizione, “mia madre la portava sempre, quella migliore o quella da tutti giorni, comunque la stessa lunga gonna nera, nelle giornate d’inverno e nelle giornate d’estate”. Franca stringe la piccola cesta di vimini sotto braccio, profuma di legna e di cornetti di pane ripieni di mortadella al pistacchio, “mi è avanzata della pasta e ci ho fatto un cornetto, avete mangiato già, assaggiatelo comunque”. I ravioli di pasta fresca al finocchietto selvatico con crema di latte sono la ricetta segreta di Giovanna e noi, da poche ore qui, ne andiamo già fieri. Per Giovanna (Palimodde, figlia di Pasqua e Peddeddu, la famiglia illuminata che ha inventato e che tramanda il progetto Su Gologone) il padre era un re (Su Re), ma Su Gologone resta un regno matriarcale, come nella più vera tradizione barbaricina, un villaggio di allegra, materna presenza femminile in stato di grazia. Acquasantiere, porcellane smaltate, trame e passamanerie, stanze e androni – incanto antico, come Sirene per Ulisse…

Wataya

Wataya

Kanazawa, Japan

Google X è il laboratorio segreto di Google, ai margini del campo di Google, Mountain View, California. “È dedicato a trovare soluzioni inedite ai grandi problemi globali”. Per trovare queste soluzioni, al posto dei risultati, si ricerca il fallimento delle idee, “non è certo l’obiettivo finale, ma il mezzo usato per raggiungerlo” dice Astro Teller, il capitano di Google X. Il mezzo per raggiungere Wataya potrebbe chiamarsi un errore: aver scelto come dimora a Kanazawa una locanda tradizionale a quasi due ore dalla città, dopo che il nuovo “bullet train” diretto Tokyo-Kanazawa (l’Hokuriku-Shinkansen) ci ha permesso di raggiungere la prefettura di Ishikawa in poco più di due ore. Da questo “errore” è nata l’avventura campestre giapponese più autentica che abbiamo mai vissuto. Per arrivare a Wataya si prende il treno a un binario per Tsurugi, un lungo vagone aperto sulla campagna bassa, un viaggio a parte. Wataya è Satoko, pura delicatezza…

La Maison du Ruspu

La Maison du Ruspu

Corsica, France

State guidando tranquillamente e poi il piccolo segnale, U Ruspu, e vi buttate in un off-road dentro a un bosco wild. Verso una casetta sola, di un tenero azzurro pastello, le lenzuola bianche sul filo al vento, le rose antiche pallide e curate. Siete Chez Jean-Claude Girard, come direbbero a Parigi. Lui è un amabile signore che ha avuto la fortuna (la fortuna, lo ripete due volte) di abbandonare per problemi di cuore la caotica capitale francese per questo non-luogo della Corsica del Sud. La Plage de Cupabia, incantata, è distante il tempo di una gita fuori porta. Quel tenero azzurro pastello è la palette di ogni cosa nella cucina della maison. Il profumo di pain d’epices che si raffredda per la colazione di domani e diventa migliore. I cedri in un cesto, le conserve della casa sulla mensola del camino. La radio accesa lancia in francese un pezzo di Battisti. Monsier Girard siederà sempre con noi al tavolo e ci parlerà senza fretta. Dice che quest’isola non si misura a distanze, a tempi da un punto all’altro, quest’isola non va presa di fretta, come questa vita. La piccola maison d’hotes sembra sospesa nel tempo che ci vuole per affezionarsi a un luogo pacifico e gentile.

Eremo di Santa Maria Maddalena

Eremo di Santa Maria Maddalena

Liguria, Italy

Le campane del Santuario di Soviore, che festeggiano allegramente le 7 di questo nuovo giorno, la piccola finestra della camera che incornicia la natura poetica delle colline ancora addormentate e l’aria frizzante che profuma di sale ed erbe aromatiche esaudiscono già il nostro quotidiano desiderio di bellezza. La colazione classica, con le marmellate fatte in casa, di fichi e prugne, viene servita nel chiostro e sulla terrazza. Si mangia tutti insieme, protetti da uno scampolo di cielo che presagisce un giorno perfetto. Siamo nell’Eremo di Santa Maria Maddalena, sopra una collina che guarda Monterosso e il mare, che dalle casette color mattone, porpora, salmone si estende fino all’orizzonte. Un monastero raccolto, una chiesa minuta e una tenuta che comprende seicento ulivi e viti antiche e un bosco di querce, corbezzoli, castagni, erica, ginestre. L’Eremo di Santa Maria Maddalena è uno di quei luoghi dei quali non vorremmo essere solo ospiti di passaggio, ma fedeli, privilegiati habitué o addirittura i fortunati proprietari. Quel che è certo è che non cambieremmo nulla, né l’opera magnifica della natura, né quella illuminata del frate che decise di costruire qui il proprio Eremo. E neppure del lavoro di Elisabetta e di suo marito, che hanno scelto di restaurare sapientemente ciò che della proprietà era rimasto e di condividerne l’incanto con ospiti esterni, attraverso soggiorni settimanali o l’organizzazione di cerimonie e banchetti.

AMAN TOKYO

AMAN TOKYO

Tokyo, Japan

Il primo stupore è per gli spazi. Vasti, ariosi, maestosi, intrisi di un’atmosfera oltremodo accogliente e di un prestigio diffuso. Siamo all’Aman di Tokyo, al sesto piano della Otemachi Tower, nel cuore del quartiere finanziario, in una mattina di inizio primavera. La bellezza elegante e minimalista è ovunque. Nel generoso tripudio di rami fioriti della sala centrale e nella loro immagine, ancora più poetica, riflessa sull’acqua, sul soffitto opalescente, sulle pietre, sulla palette degli interni, rigorosa e rilassante. E ovviamente oltre la parete di vetro, che è in grado di incorniciare la città dall’alto quasi nella sua intera bellezza. Ipnotica, surreale, cinematografica…

Claska

Claska

Tokyo, Japan

La nostra Tokyo comincia negli spazi contemporanei e vagamente nostalgici del Claska Hotel di Meguro-Ku, quartiere dalle vie minute, gli edifici bassi, le geometrie eclettiche e i tetti multicolore. La hall si apre sul Claska Dining & Cafe Kiokuh, graziosa eatery dove design nord europeo e giapponese si fondono in un equilibrio che incanta. La nostra colazione è western style e comprende sottili cracker di granola, miele, una piccola porzione di frutta candita e una generosa di frutta fresca. Durante il pranzo la stanza diventa un melting-pot curioso e vivace, dove gli ospiti dell’hotel pranzano accanto ai ragazzi del quartiere, alle tribù di mamme e bambini dai sorrisi sempre accesi, mentre soffici barboncini nocciola sbirciano incuriositi dalle vetrate del Dog Man…

Alpe del Lupo

Alpe del Lupo

Como, Italy

“Oggi mi hanno regalato un dente di lupo, un molare. Mi sono sempre chiesta da cosa nasce l’adorazione dei popoli nomadi per il lupo. Probabilmente dal rispetto per un avversario che conoscono profondamente. I nomadi sono cacciatori e allevatori, nella loro vita l’incontro con il lupo è cosa certa. I lupi sono ben organizzati, hanno un forte senso della disciplina, sono pazienti, veloci e intelligenti, sanno leggere i segnali della terra e parlare col cielo”. Alessandra adora i lupi fin da bambina (anche i cavalli, ma più i lupi). Bisogna voler grattare la crosta delle cose per gridare a una scoperta ben celata. Levare la vernice spessa da boiseries intatte di fine Settecento, non fermarsi al fascino agée di un ramo del lago di Como d’inverno…

HTL Kungsgatan

HTL Kungsgatan

Stockholm, Sweden

“Pamper” è un vocabolo che abbiamo ammesso nella nostra lingua, riassume quel vizio che ci accordiamo di frequente nei nostri viaggi, una carezza meritata che ci arriva da fonti diverse. A Stoccolma, sull’arteria centrale di Kungsgatan, in un city hotel di nuova generazione, troviamo precisamente quell’indulgenza verso il viaggiatore metropolitano evoluto e self-confident che è in noi. Ogni richiesta legittima qui diventa superflua, superata…

Casa Howard

Casa Howard

Rome, Italy

Nata dall’idea visonaria di Mrs Howard, in un’epoca in cui le “guesthouse” in Italia non esistevano ancora, Casa Howard è uno di quegli indirizzi in cui intimità e carattere conquistano più di tanti comfort da anonimo hotel di lusso in centro città. Non ha insegne, ma una scritta sul citofono, come a indicare che la famiglia Howard vive qui. Entrate nell’androne del palazzo lasciandovi alle spalle tutta la vivacità di un tramonto romano…

Hotel Skeppsholmen

Hotel Skeppsholmen

Stockholm, Sweden

Dormire una manciata di notti d’inverno a Stoccolma e farlo aprendo gli occhi sull’alba albicocca della baia, oltre gli alberi magri, la banchina gelata e i velieri dell’isolotto di Skeppsholmen, è per noi uno dei modi più naturali di vivere la capitale svedese. Fingendo (neanche troppo) di essere ospiti di una pacifica residenza campestre, raggiungibile solo da un piccolo ponte e dal mare, a bordo di un battello. Lentamente, quasi a passo d’uomo…

LaFavia four rooms

LaFavia four rooms

Milan, Italy

Quattro stanze in un palazzo di fine ottocento in zona Garibaldi, il cui tema primario è il viaggio, grande passione dei proprietari Fabio e Marco. Il viaggio interpretato nel suo significato più nobile, come ispirazione, cultura, ricordo. Le poltroncine anni ’70 arrivano da un café della Rambla, la carta da parati evoca il Tibet, le immagini della dea Vishnu ci conducono in India. Lafavia è un viaggio nel viaggio, che ispira e accoglie con il calore di una casa e con il fascino vivace ed eclettico di un cabinet de curiosités. La colazione viene servita nell’atmosfera rarefatta di un giardino d’inverno che guarda la corte del palazzo.

The Corner Rome

The Corner Rome

Rome, Italy

Comincia con due cigni di pietra rosa la nostra empatia con il The Corner Rome. Una townhouse dei primi del Novecento in stile liberty convertita in piccolo hotel, grazie al nobile recupero dell’architetto Danilo Maglio, che è anche ideatore del progetto e proprietario della villa. Empatia che prosegue con il grigio pallido della boiserie e il parquet a spina di pesce. I motivi geometrici dei pavimenti d’epoca e delle carte da parati ispirate all’Oriente. Le pareti-giardino del ristorante e della sala colazione, i mobili di modernariato, le lampade minimal e grafiche. Le camere sono undici, divise per “taglie”: small, medium e large. Nella veranda dai contorni lussureggianti il risveglio profuma di caffè americano, di crostata con crema e pinoli, di marmellate di frutti rossi, di granola croccante e frutta esotica. The Corner è anche un progetto dedicato al food attraverso il ristorante e il bistrot Bistreet, entrambi guidati dallo chef stellato Fabio Baldassarre.

Soho House Chicago

Soho House Chicago

Chicago, USA

Siamo a Chicago ed è sera. Il fermento della City continua nei club, dentro al ruggine dei mattoni, dentro a note jazz profonde e scure come i legni dei banconi dove indugiamo. I building alti hanno più vetro che cemento e guardano lo spettacolo del ciclo veglia-notte di questa metropoli americana, dove i cieli d’inverno sono spolverati da venti robusti. Soho House ha messo radici qui, facendo scendere a patti quella personalità raffinata e londinese che possiede con quel carattere forte e industriale di una città come Chicago…

SE SEI HIPPIE, VIENI A SELDOVIA

SE SEI HIPPIE, VIENI A SELDOVIA

Alaska, USA

È la versione raw di Halibut Cove, il verde delle acque della baia è più cupo e misterioso, bisogna controllare la marea prima di incamminarsi verso l’Outside Beach, il vecchio boardwalk è malinconico e pacifico, con le sue cabin di legno erette come palafitte sul mare, rosse, turchesi, cerulee, le aquile, i gabbiani, i fiori. Seldovia è un luogo che strega, anche se arriverete in un giorno di pioggia fitta. La mattina i sentieri del bosco saranno fangosi, i lamponi copiosi e vi sentirete Alice nel Paese delle Meraviglie dentro a una foresta dai verdi saturi, dei funghi arancioni a pois e dalle foglie giganti. Il cottage più bello del vecchio pontile è di Suzie e Jerry e lo affittano agli ospiti…