Sakeya

Sakeya

Milan, Italy

Lug 2017

Non la luna, non i fiori, soltanto io a bere sake, completamente solo. (Matsuo Bashō1689)

Oku no Hosomichi - 'Lo stretto sentiero per il profondo Nord' - è considerato uno dei più importanti testi classici della letteratura giapponese. L'opera del poeta Matsuo Bashō è scritta in forma di diario di viaggio, in prosa e versi, compilato da Bashō durante un lungo e periglioso percorso a piedi, un pellegrinaggio di oltre cinque mesi, di oltre duemila chilometri, dall'odierna Tokyo all'entroterra del Giappone. Era la fine del Settecento. L'itinerario del maestro divenne il pretesto per molti per mettersi in cammino e costruire il proprio viaggio nipponico. Ciò che ci piace oltremodo di Sakeya sono i piccoli piatti del bar: gli spiedini di salmone con salsa teriyaki cotti al carbone, gli involtini di carta di riso, i carpacci, le marinature fruttate, lo scrigno di chirashi classico che è un piatto di chiusura, come dappertutto in Giappone. La panna cotta al cocco, gelato di zenzero e crumble di the nero. Dicono che il sake si metta al servizio del cibo. Noi diciamo che il sake in questa casa si mette al servizio dell'insonne curiosità e libertà del viaggiatore. Da Sakeya ci sediamo in veste di viaggiatori, che ricercano la loro personalissima strada nelle 47 prefetture nell'arcipelago giapponese. Ogni giorno è un viaggio, e il viaggio è la dimora. (Matsuo Bashō, 1689) 

Parole Paola Corini