My Summers

My Summers

by Pretziada

Set 2016

Kyre e Ivano vivono nella Sardegna rurale, dove hanno fondato Pretziada, una piattaforma web dedicata al racconto e alla promozione dell'isola meno conosciuta. Hanno anche un online shop, dove presentano una piccola e selezionata collezione di oggetti nati dall'incontro fra artigiani locali e designer internazionali. Kyre e Ivano vengono rispettivamente da New York e Milano. Due anni fa hanno rinunciato alla vita di città per questa nuova avventura e non si sono mai voltati indietro. «Avevamo questa ricchezza di conoscenze che derivava dalla combinazione delle nostre esperienze nei mondi dell'arte, della moda e del design», racconta Ivano, la cui famiglia è originaria dell'isola, « Ma non riuscivamo a trovare ispirazione nel posto in cui eravamo. Trasferirsi nella campagna sarda era una sfida, certo, ma allo stesso tempo anche una boccata d'aria fresca. Tutto ci sembra affascinante, qui: dai paesaggi splendidi alla cultura antica, dall'artigianato meticoloso ai siti preistorici». Il progetto futuro per Pretziada è la conversione di un vecchio villaggio abbandonato in locanda e spazio espositivo. «Siamo riusciti a comprare quattro fattorie cadenti in una valle dimenticata», spiega Kyre, «e stiamo lavorando per trasformarle in un luogo dove poter ospitare viaggiatori, designer, artisti, costruttori. Insomma, chiunque sia interessato a conoscere un po' di più questo posto così speciale». 

 

 

Cosa leggi quando viaggi da solo/a?

Kyre: Qualcosa di lungo e complicato che non avrei la pazienza di leggere alla fine di una giornata di lavoro.

Ivano: Una dose quotidiana di giornali.

Il souvenir che vorresti trovare.

K: Qualsiasi cosa bizzarra che possa entrarmi in valigia o stare sulla mensola del mio caminetto.

I: Corna di cervo.

Tre cose della tua colazione d'estate.

K: Qualcosa di salato, qualcosa di dolce e caffè.

I: Anguria, acqua e melone.

Il tavolo da pranzo migliore del mondo.

K: Osteria il Papero in Toscana (la sola cosa che vorrei poter importare) oppure qualsiasi capanna sul mare con il pescato del giorno.

I: Quello di mia madre.

Il drink preferito.

K: Quel bicchiere di vino bianco freddo alle sei di pomeriggio.

I: Frappè di frutta.

La spiaggia dei sogni.

K: Aruttas, dove posso giocare a raccogliere piccole pietre mentre Ivano prende il sole.

I: Il mio passatempo preferito è cercarla, la spiaggia dei sogni.

Una cosa che ti piace cucinare.

K: Burritos.

I: Pasta con zucchine e bottarga.

Una canzone che ti accompagnerà.

K & I: I Don't Know Why di Delroy Wilson.

La cartolina che vorresti spedire.

K: Le vacanze sono il momento per i ricordi e la riflessione, perciò sarebbe una cartolina per un amico perduto da tempo.

I: Visto che praticamente viviamo in vacanza sarebbe una cartolina spedita da casa. Sceglierei il cielo stellato della Sardegna e la spedirei a qualcuno che ha perso la speranza.

La tua indimenticabile casa nel bosco.

K: Non posso scordare Awasi Patagonia. É il mio "posto da vedere prima di morire".

I: Giriadroxiu, sconosciuto a tutti. Ti prometto di portartici, un giorno.

Una vecchia canzone italiana dice: "Per quest'anno non cambiare. Stessa spiaggia, stesso mare". Qual è il tuo rituale estivo?

K: Quest'anno è questo: svegliarsi, lavorare un po', pranzare in tutta tranquillità, andare in spiaggia, fare un sonnellino e nuotare, cenare, tornare a casa, lavorare. In realtà è perfetto, quando ami ciò che fai.

I: L'estate per me significa la piccola città dei miei genitori piena di tavolate gremite di gente, bambini che corrono tutto intorno, famiglie che si rincontrano, musica, voci alte. E non ricordo estate in cui non abbia portato amici e viaggiatori in giro per l'isola. Ultimamente, però, il rituale è dire ai miei figli di non colpire con il pallone le altre persone in spiaggia.