Bread Lounge

Bread Lounge

Los Angeles, USA

Ai?? il forno di fiducia di Downtown Art’s District, potreste mancarlo al primo colpo, nascosto all’incrocio piA? di passaggio e piA? trafficato di South Santa Fe Avenue. O meglio, dovrete andarci apposta. Per i Balkan Borek, triangoli di sfoglia, ricoperti di sesamo e bruciacchiati il giusto, friabilissimi, farciti di feta, spinaci e cipolle. Per il Challah, il pane ebraico a treccia del venerdAi??, per i grissinoni con olive kalamata e za’atar, miscela di erbe, maggiorana, origano e timo. Delizie artigianali medio-orientali e baguette realizzate alla perfezione, da fare la fila il sabato mattina tra giovani uomini e donne degli studios del quartiere.

La Rustita

La Rustita

Marche, Italy

Spiagge nude, chalet chiusi, lungomare sgombro. L’ Adriatico in autunno A? per pochi, tiepido e bonario, vagamente struggente. A? soprattuto per chi lo abita stabilmente, che in pausa pranzo puA? sedersi nel cortile di una trattoria del porto, a prendere l’ultimo sole. A Fano i giovani amano incontrarsi a La Rustita, e noi con loro. Ci nutriamo di insalata di mare, calamari alla brace, frittura e insalata mista e vino bianco della casa, tra legni bianchi e vento salmastro.

Taverna della Rocca

Taverna della Rocca

Marche, Italy

La Taverna della Rocca ha il profumo delle mie domeniche d’infanzia, tavolate lunghe e pasti che sapevano di rito. Profumo di ragA? denso, cucinato piano piano, di pasta all’uovo tirata a mano, senza la quale non era festa. Di carne abbrustolita sulla brace del camino. Unica “stravaganza” sono le piade sfogliate che qui vengono cotte sul fuoco (vanto delle donne di casa), e servite con erbe di campo e tome locali. Ode alla dedizione e alla semplicitAi??.

Confiteria Bristol

Confiteria Bristol

Buenos Aires, Argentina

Un ragazzo e una ragazza passeggiano lungo via Esmeralda. A? fine febbraio, e malgrado l’estate sia sul finire, l’aria di Buenos Aires A? ancora torrida. Sono appena arrivati e il destino del giorno A? quello di non avere alcuna meta. La piccola Confiteria Bristol A? l’indirizzo che non stanno cercando. La ragazza ordina due empanadas vegetariane, il ragazzo tre di carne, senza indugio. Di fronte alle vetrine bombate di questa pasticceria, che dal 1952 vive delle liturgie domestiche dell’alta borghesia locale, parlano con l’uomo al bancone, un peruviano che ha imparato le arti del mestiere da piccolo e con una distinta signora, che il pasticcere si affretta a presentare come fedele habituAi?? e nipote del Presidente Avellaneda. Cosi, deliziosi fagotti di pasta friabile dall’orlo ondulato -che la ragazza, col tempo, imparerAi?? a modellare con progressiva maestria- sono il main course di un pic-nic improvvisato su una panchina del breve parco di fronte al Palacio de Relationes Internationales.

La Bamba de Areco

La Bamba de Areco

Buenos Aires, Argentina

Solo la prateria pampiana che si apre oltre la periferia Nord-Ovest di Buenos Aires mette a tacere il nostro entusiasmo nei confronti dei ghiacciai del Big Sur (Grande Sud), che abbiamo appena lasciato. A? domenica ed A? estate. Il vento vizia le chiome degli alberi con carezze ipnotiche e profonde. Dopo una strada sterrata un giovane gaucho ci aspetta al cancello, scultoreo e fiero quanto il cavallo che governa con cenni minimi. Lo seguiamo fino all’ingresso di una dimora porpora orlata di bianco, lungo un corteo intimo che taglia in due una campagna ordinata al primo tramonto. Ogni cosa in questo continuo paesaggio rurale materno sembra danzare cautamente di movimenti ancestrali. Il prato si A? fatto piA? verde, il cielo piA? vaporoso e alto. Questa Terra A? diventata, a suo modo, anche per noi, promessa di felicitAi??…

Hub PorteAi??o

Hub PorteAi??o

Buenos Aires, Argentina

ai???Tutte le mattine felici si assomiglianoai??? -Eccomi, Jonathan Safran Foer- I nostri risvegli allai??i??Hub PorteAi??o contenevano unai??i??allegria discreta e innocente, che neppure la pioggia passeggera che tamburellava sulla veranda riusciva a dissolvere. Spalle alla parete-giardino, sul divano rigato, sorseggiavamo il caffA? in porcellane decorate e aspettavamo che i nostri medialunas quotidiani uscissero dal forno, massimamente pomposi e fragranti. Le storiche famiglie del quartiere riprendevano la propria routine “classica” e il sole cominciava ad asciugare le pozzanghere minori. Quando gli impegni lo consentivano, ci piaceva allenare la nostra idea di lusso: raggiungere il roof e oziare in un eden privato tra le cime dei palazzi, indugiare nella grande vasca di marmo e, allai??i??ora della merenda, concederci una porzione di torta fatta in casa e un mate, riprendendo in mano quel libro di estancias incantate.

Oviedo

Oviedo

Buenos Aires, Argentina

A? estate a Buenos Aires e gli habituAi?? del pranzo iniziano a sedersi nella sala raggiante di Oviedo e a salutare confidenzievoli i camerieri indaffarati negli ultimi preparativi. Ci abituiamo subito ai gesti cerimoniosi, ai convenevoli accennati, alla cortesia, alle conversazioni sussurrate sopra alle tovaglie immacolate. Un mondo classico e senza sbavature, dove lai??i??eccentricitAi?? A? concessa a piccole dosi sulle grandi tele appese alle pareti e sui piatti. La sapienza dei cuochi e il loro estro arrivano in sala sottoforma di composizioni patinate, a volte geometriche, a volte piA? fluide. Ogni portata A? un bouquet di sapori nitidi e inconsueti, il cui equilibrio provoca stupore a ogni boccone. Un carattere che si realizza tra creativitAi?? morigerata e tradizione, tra eterno e non convenzionale.

Big Sur

Big Sur

Buenos Aires, Argentina

ai???La domanda cui cercherA? di rispondere A? la seguente: PerchAi?? gli uomini invece di stare fermi se ne vanno da un posto all’altro?” -chiese una volta Bruce Chatwin a Tom Maschler. Io viaggio cercando ciA? che conosco e ciA? che ancora ignoro. Certamente cerco la mia prima Parigi, le prue dove mi rifugiavo da piccola, i nidi lussuosi delle cigua palmera e le nuvole sarde, lai??i??Hudson River quando si lascia alle spalle gli ultimi caseggiati di New York City e i Caraibi dopo Cape Town…

Proper

Proper

Buenos Aires, Argentina

Alcune vocazioni sono lampanti giAi?? in giovinezza. Come quelle di Heinrich Harrer (HA?ttenberg, 6 luglio 1912 ai??i?? Friesach, 7 gennaio 2006), che in etAi?? scolare vinse il Campionato Mondiale Studentesco di discesa libera e che da grande e dall’altra parte del mondo, dopo perigliose avventure e sventure, divenne maestro e amico fedele del quattordicesimo Dalai Lama, come narra il suo best-seller dal titolo Sette Anni in Tibet.

Masseria Tagliente

Masseria Tagliente

Puglia, Italy

Io penso che se avessi una masseria, la vorrei cosAi??, una dimora signorile di famiglia, con la grande facciata bianca immacolata, alla spagnola, i cinque balconi al piano nobile per affacciarsi a vedere se i cavalli neri selvatici sono tornati dal bosco, se le capre sono andate nella stalla, se Brindisi e il Mar Ionio luccicano la sera. La cucina ad angolo rivestita di maioliche, che finisce in una grande terrazza sul tetto, vicino alla statua di San Martino…

Masseria Schiuma

Masseria Schiuma

Puglia, Italy

Schiuma A? una parola magnifica, in un attimo balenano in mente la spuma dei cavalloni del mare, le bolle di sapone morbide e i loro arcobaleni, il latte soffice, la schiuma da barba che sa di colonia pungente, una leggerezza che A? propria dell’infanzia, una goliardia che sa di adolescenza, una consistenza effimera che chiama a giocare a ogni etAi??. C’A? una Strada Schiuma, che da un punto della S90 che corre da Monopoli a Savelletri, verso Sud, lascia il mare per una campagna inattesa. Masseria Schiuma prende il suo nome, io credo perchAi?? la semplicitAi?? dei suoi padroni – una coppia danese sincera, aggraziata, bella, Pernille e Lars – A? tale da non aver voluto aggiungere altri fronzoli, altri significati a un luogo che A? un tempio degli spazi privati e degli spazi condivisi. Ogni movimento di oste e ospiti A? libero e maturo…

Palazzo Penelope

Palazzo Penelope

Puglia, Italy

“32 mq di mare”. L’acqua A? l’elemento primario che affascina Pino Pascali da sempre. L’artista ricostruisce il suo mare in vaschette di zinco ognuna delle quali contiene una variazione di tono su tono del colore del mare. Pino Pascali, l’artista pugliese piA? grande, era nato a Bari da genitori di Polignano a Mare il 19 ottobre del 1935 e a un certo punto, presto, le sue opere accentuarono la sua cultura mediterraneaai??i??

Albergo Quattro Fontane

Albergo Quattro Fontane

Venice, Italy

“Il giardino dei Finzi-Contini” fu pubblicato da Einaudi nel 1962, il romanzo si svolge tra il 1938 e il 1941 e sembra accadere al riparo da quello che stava succedendo fuori. Da molti anni desideravo scrivere dei Finzi-Contini ai??i?? di MicA?l e di Alberto, del professor Ermanno e della signora Olga ai??i?? e di quanti altri abitavano o come me frequentavano la casa di corso Ercole I d’Este, a Ferrara, poco prima che scoppiasse l’ultima guerra. Ma l’impulso, la spinta a farlo veramente, li ebbi soltanto un anno fa, una domenica d’aprile del 1957. Ho dormito all’Albergo Quattro Fontane una sera bella di maggio. Scrivendo ora, mi rendo conto che non usiamo quasi piA? la parola “albergo”, diciamo banalmente “hotel”, mentre io in fondo cerco dappertutto un “albergo”, con il suo significato poetico di dimora abituale, residenza. Ancora qualche secondo, e avrei udito la sua voce, il suo Ai??ciaoAi??. Ai??CiaoAi?? disse MicA?l, ferma sulla soglia. Ai??Che bravo, a venire.Ai?? Avevo previsto tutto con molta esattezza: tutto, tranne che l’avrei baciata…

Sakeya

Sakeya

Milan, Italy

Non la luna, non i fiori, soltanto io a bere sake, completamente solo. (Matsuo BashA?, 1689). Oku no Hosomichi (‘Lo stretto sentiero per il profondo Nord’) A? considerato uno dei piA? importanti testi classici della letteratura giapponese. L’opera del poeta Matsuo BashA? A? scritta in forma di diario di viaggio, in prosa e versi, compilato da BashA? durante un lungo e periglioso percorso a piedi, un pellegrinaggio di oltre cinque mesi, di oltre duemila chilometri, dall’odierna Tokyo all’entroterra del Giappone. Era la fine del Settecento. L’itinerario del maestro divenne il pretesto per molti per mettersi in cammino e costruire il proprio viaggio nipponico…

Le Tre Stanze

Le Tre Stanze

Florence, Italy

Ogni primavera, per sapere quando devono svegliarsi dal sonno invernale, le piante dell’Artico si basano su indizi ambientali diretti e indiretti: per esempio il tempo piA? mite, le giornate piA? lunghe e la riduzione del ghiaccio marino. Il letto A? alto, le gambe penzolano e le punte dei piedi intuiscono il tappeto antico. Il lino A? del corredo di donne di casa, un lino bianco di una volta. Le campane rintoccano chiare come la voce dolce di una madre, chissAi?? che siano proprio quelle della Cattedrale. Ritorna il profumo di cannella che ci ha fatto addormentare la sera. La luce fiorentina filtra appena, nessun rumore. Solo il giovane padrone di casa si muove piano in cucina a piedi scalzi, e il cucchiaino che mescola il caffA? caldo. Risvegliarsi in questa residenza di Via dell’Oriuolo numero 43 A? un momento fatto di piccoli indizi graziosi. A? un atto di generositAi??, di Patrick, scultore-fotografo. Parleremo soprattutto dell’Engadina, che in modi diversi amiamo e abbiamo negli occhi, lui ha il dono di esserci nato.