El Fenn, dove il tempo non conta

El Fenn, dove il tempo non conta

Marrakech, Morocco

Lug 2013

Testo Paola Corini

Ascoltare: Scott Matthew, Unlearned

 

"El fenn" significa "l'arte" e questo riad ne è intriso. È il luogo dove il tempo non conta. Entri dalle strade rosse di Marrakech, appena varcata una delle porte d'ingresso alla medina, entri e gli occhi non riescono ad abituarsi al buio delle prime stanze, ma ritorni subito nella luce ombreggiata del giardino centrale. Il patio è un quadrato profondo e alto, la vegetazione sale al cielo blu e ospita gli uccelli, che qui hanno trovato il paradiso. Le tartarughe passeggiano sul marmo e ti vengono a conoscere, picchiando la loro testina sul tuo piede. Qui si arriva e si ritorna, si passa costantemente, come fosse un salotto a cielo aperto dove ritrovarsi, prima di ripartire per un altro angolo di questa casa intima e magica. La mattina a terra davanti alla porta di legno della propria stanza c'è un vassoio con tè e caffe caldi e il cesto Beldi con le brioche, esci a piedi scalzi e lo ritiri in fretta, per terminare il risveglio ed essere pronto per la colazione. Gli ambienti sono raffinati, perfetti. Gli arredi anni Trenta, le poltrone in pelle, le lampade di design, i marmi, nei toni del grigio, del senape e del nero si mescolano  all'essenza e alla forza dei materiali e dei colori di Marrakech, i rossi porpora, i blu intensi e gli ocra, le ceramiche e la calce, gusto occidentale contemporaneo e stile marocchino prendono il meglio l'uno dell'altra. C'è un hammam divino. Un ristorante affascinante e superbo. Una piccola sala cinematografica per due con grande schermo e una selezione di pellicole illuminata. Ovunque ci sia un tavolino, ci sono libri preziosi di fotografia, arte, cucina, letteratura. Una terrazza immensa, che guarda i tetti della città e la moschea della Koutoubia. Ci sono tanti spazi quanti possono servire per sentire sempre intimità massima e relax. C'è una piscina appartata e silenziosa. C'è la cucina sorprendente dello chef Hafid e della sua brigata. E poi c'è l'arte: la proprietaria, Vanessa Branson, è una gallerista inglese, ha una vasta collezionista d'arte privata ed ha fondato la Biennale di Marrakech. Troverete un maestoso candelabro di Francis Upritchard al centro del ristorante, un'opera dell'artista Hassan Hajjaj nella biblioteca, uno una serie fotografica di Terence Donavan nella vostra stanza, pentole a pressione trasformate in arte concettuale da Batoul S'Himi e i ritratti di soldati congolesi di Guy Tillim nei corridoi.

el-fenn.com

 

Photo Courtesy Liesbeth van der Wal, Joanna Vestey