Estancia Candelaria del Monte

Estancia Candelaria del Monte

The Pampas, Argentina

Feb 2013

Testo Paola Corini

Ascoltare: Patrick Watson, Wooden Arms

Guidando in direzione di San Miguel del Monte, poco fuori Buenos Aires (per noi il tempo infinito per uscire il venerdì sera dalla città sull'arteria principale a numerosissime corsie, intasata di auto in lento movimento o in panne) il paesaggio non è assolutamente distante da quello della campagna emiliana e la stanchezza può aggravare la delusione dell'attesa di un sogno più selvaggio.

Ma per noi il ritardo è valso ad arrivare al cancello d'ingresso dell'Estancia di Sebastian Goni poco prima che la notte priva di luci consumasse completamente l'intenso giallo del tramonto e spegnesse la campagna. In quel momento abbiamo creduto di aver visto due sagome di cavallerizze che conducevano eleganti cavalli nella tenuta sconfinata, verso un luogo indefinito, oltre un fitto viale di alberi. Poi un cane ci è corso incontro e un anziano fattore ci ha salutato e ha detto "Vi aspettavamo nel pomeriggio".

La villa è immensa come la campagna che la circonda, è silenziosa, magica. Gli interni elegantemente bohémienne, le stanze dai colori saturi, le stampe delle tappezzerie delicatamente femminili.

Il tempo scorre più lentamente ed è scandito da attività oziose: la lunga colazione in veranda, letture solitarie, la centrifuga di frutta in piscina, montare a cavallo, ritrovarsi in veranda, la lezione di polo, i pasti insieme al grande tavolo ovale della cucina, le chiacchiere dopo cena, allontanarsi lentamente nel lungo corridoio verso la propria stanza per un sonno pomeridiano o notturno.

candelariadelmonte.com.ar