Onar Andros

Onar Andros

Cyclades, Greece

Mar 2016

Per ogni isola del tesoro c’A? una mappa e sembra uguale a tutte quelle che avete impugnato prima, ma una volta lA� non A? lo stesso. Per scendere a Onar dovrete prima salire in cima all’isola di Andros, fino al villaggio deserto di Arni e poi, quando la strada maestra curverA� a gomito e volterA� di nuovo verso sud, troverete un cartello che indica a�?St. Nikolas Monastery 5 kma�? e svolterete a sinistra. LA� inizierA� la strada sterrata per Achla beach. Passerete la chiesa di St. George (1.7 km), la chiesa di St. John (3.8 km) e il Monastero di St. Mamas (6.4 km), delle miniature di luoghi sacri greci, con le mura bianche, le cupole e le croci blu. Noi siamo arrivati a OnarA�come si dice “fuori stagione”, senza capire la follia di quel posto. Avevamo persino pensato di andarci solamente per un pranzo pigro, per quella cucina che chiamiamo “biologica” servita sotto a grandi platani, lungo il fiume dolce di Ahla, per le sedie impagliate dei colori dell’arcobaleno, per le ceste di angurie, cipolle rosse, limoni, peperoni verdi, per i muretti a secco dell’isola che ci conquistano ogni volta. Andate a Onar e restateci quanto piA? potete. Onar A? una visione, A? quella nota di euforia di cui sono cariche le estati della giovinezza. C’A? una baia segreta oltre il canneto, c’A? una piccola cappella che esce letteralmente dal mare, c’A? un capanno di legni trasportati dal mare per il barbecue in spiaggia la sera, c’A? il faro sottile che sovrasta la spiaggia, c’A? un’amaca hippie per ogni cottage in pietra. Sembra qualcosa che avete giA� trovato altrove, eppure la semplicitA� e il benvenuto che gli “abitanti” di Onar (una ventina in tutto) danno alla natura e all’animo potente di questo posto ne faA�un vero tesoro.

Parole Paola Corini. Foto Luca De Santis