Villa Tereze

Villa Tereze

Marche, Italy

Nov 2017

"L'unico vero viaggio verso la scoperta non consiste nella ricerca di nuovi paesaggi, ma nell'avere nuovi occhi." (Marcel Proust)

 

Dopo l’orizzonte di colline appoggiate una sull’altra, le statali sonnolente, i filari armonici di vigne e ulivi cangianti, gli orti casalinghi e i campi a riposo. Oltre i confini boschivi tra un pendio e l’altro, dove la natura ha avuto la meglio, oltre le piazze amichevoli dei villaggi minuti, le rocche millenarie aggrappate alle alture più esose, Renate sotto il pergolato attende spesso l’arrivo di un musicista giapponese, di un cuoco polacco, o di una famiglia in viaggio da Londra. Taglio sbarazzino, occhi zaffiro, pelle diafana, altezza nordica. È lei a prendersi cura di Villa Tereze, di quella dedizione materna che riserviamo alle nostre case, cura a tratti ostinatamente classica e a tratti necessariamente “moderna”, il cui risultato rappresenta il punto di incontro tra le nostre vite e quelle delle nostre madri. Così il mattino, sono previste ceramiche d’autore, tovaglie di lini lettoni, la copia di un travel magazine appena uscito, niente fretta, rintocco di campane e un basket con vasetti di conserve, pani cotti a legna, yogurt bio, le delizie della pasticcera Lella di San Lorenzo. Lella, che da quando era ragazza di notte impasta e sforna torte artigianali, brioche giganti, che qui chiamano “paste”, pizzette e rustici, secondo ricette segretissime e di giorno è al banco a vendere ai compaesani di cui conosce a memoria i gusti e le usanze, impeccabile, nel suo grembiule rosa e bianco, in tinta con l’arredo. A Villa Tereze ogni storia conduce a un’altra storia. Tereze, come il nome della padrona di casa, che dal Colorado venne con suo marito in Italia per acquistare un podere in Toscana e tornò con le foto di un casale marchigiano incastonato in una terra più ruvida e più autentica, tutta da svelare. Poi il destino della Villa si è intrecciato con quello di Renate, che dalla Lettonia si è trasferita a San Lorenzo in Campo per amore. Così la Villa, che per secoli ha accolto i rituali di una modesta vita contadina, oggi scopre il pregio di una dimora cosmopolita in cui Colorado, Nord Europa e Italia minore convivono. Vacation holiday nella main house e artist retreat nella dependance, dove a turno vengono invitati chef, musicisti, designer, per assecondare un’idea, una corrente, un sogno. Ogni giorno, quando vorrete, Renate vi guiderà su e giù, a percorrere quel paesaggio rurale genuino che è ormai diventato anche la sua “casa”. Vi porterà a una sagra di paese, a cercare tartufi bio con Alessandro, che a sua volta vi condurrà nel bosco con le fidate Frida e Viola e vi cucinerà tagliatelle e frittate con il prezioso raccolto del giorno. Vi accompagnerà a fare provviste da Valentino, dove potrete comporre il vostro riassunto di stagione (frutti di orto e di bosco, piadine sfogliate, formaggi artigianali e i prodotti dell’azienda agricola inhouse). Passeggerete insieme (e d’estate cenerete) tra i filari di Terracruda, visionaria cantina di Fratterosa, dove degusterete vini Doc e Igt marchigiani ottenuti solo da vitigni autoctoni, talvolta recuperando uvaggi antichi, di fronte a una parete di vetro che incornicia il giorno sopra le campagne. Se ogni casa è a suo modo una dichiarazione d’amore, Villa Tereze lo è a in modo generoso e sperimentale. È una casa dove tutti i sensi possono essere assecondati e nutriti. Una casa dove tornare.

Parole e foto Laura Taccari