Più vicini al cielo

Più vicini al cielo

Buenos Aires and Salta, Argentina

Feb 2013

Testo Paola Corini – Foto Luca de Santis

Ascoltare: The Antlers, Hospice

 

Buenos Aires profuma di Jacaranda blu a inizio estate dell’emisfero australe, il nostro dicembre. È un aroma dolce diffuso in tutta la città, la cui presenza non puoi fare a meno di riconoscere. Di ogni luogo ricordiamo alcuni tratti e l’Argentina ha un’aria profumata inebriante, in città, come in campagna, fino al più remoto confine del suo immenso territorio. La Pampa ad esempio è generosa di gelsomini: un buon odore ovunque e sai da subito che ne avrai nostalgia.

Secoli e incontri trattenuti nelle calde pareti di legno e specchi dei cafè di San Telmo; guance strette, intime anche al primo incontro o dopo una vita insieme, nelle milonghe portene; carne rossa e coppe colme di Malbec; il traffico della capitale; parentele antiche, ricordi misti a fantasie, che riportano sempre a parlare dell'Italia; la delicatezza di un popolo, malinconico e sorridente.

Appena usciti dalla città è il regno degli uccelli, di colibrì veloci e bellissimi, di canti e gorgheggi paradisiaci, che riempiono il silenzio e l’alba. Rospi grandi come un pugno, cavalli bianchi e bruni magri, mucche anch’esse magre, rapaci che aprono le ali a ventaglio nel cielo e che chiami subito aquile, ma che forse non lo sono, cani mansueti. Nella provincia di Salta, su strade panoramiche solitarie è più facile incontrare un animale che una persona, fermarsi e guardarsi negli occhi, prendere un po’ della loro beatitudine.

In Argentina, a Nord-Ovest, c'è un luogo di sole, di polvere rossa, di altitudini da vertigine, di verde dappertutto, di comunione con la natura.