Atene

Atene

Athens, Greece

Ott 2015

Le bandiere di Atene danzano senza sosta nel vento caldo. Sembrerebbe che il meltemi sia arrivato qui per questo, far ballare strisce bianche e blu sopra ai portoni o accanto alle insegne dei ristoranti turistici. Le troverete anche nelle botteghe che vendono gli ultimi rullini rimasti e le statue greche in miniatura e pantofole con i pompon, le troverete ovunque e ogni volta vi domanderete la stessa cosa: sono sempre state qui? È la vostra prima volta ad Atene e la prima volta in Grecia. Quando arrivate all’Alice Inn in Tsatsou Street è già buio, le trattorie di Plaka sono al completo e il Partenone (438 a.C.) è una luna dorata che spunta tra i palazzi ogni volta che sollevate lo sguardo. Vi sedete a un tavolo dietro l’angolo, ordinate ciotole piene di sapori – aspri, dolci, nuovi – sotto un pergolato in discesa.

L’indomani salirete sull’Acropoli senza fretta, attraversando i vicoli stretti di Anafiotika, incontrerete gattini magri affamati, cartelli posticci tra rami di fico, scampoli di campagna incolta, case abbandonate con terrazzi panoramici, pezzi di tetti piatti. E Atene dall’alto vi apparirà impavida e bellissima. Ammirerete insieme agli altri turisti i marmi abbagliati dal sole, il Tempio di Atena Nike (427-424 a.C.), l’Antica Agorà, la Stoà di Attalo (140 a.C.), il Tempio di Efesto (449-444 a.C,.). Raggiungerete l’Arco di Adriano e il Tempio Zeus Olimpo dentro una sorta di pace mistica, che vi accompagnerà per giorni. I venditori ambulanti di frutta secca, i taxi gialli, i militari in attesa. Ogni dettaglio della città non avrà più lo stesso valore. 

Atene va amata piano. 

Ordinerete la migliore limonata della vostra vita (limone, menta, stecca di cannella, miele) sotto le ventole di un caffè di Psiri, di cui per una volta scorderete il nome. Fa parte di Psiri dimenticare. Le gallerie d’arte, i bar alla moda, i ristoranti di design, ma anche gli edifici abbandonati nelle vie deserte, le pareti coperte di murales, che ipnotizzano come tatuaggi di giganti. Poi John vi porterà a cena al Melilotos e a bere Rosemary Martini dentro una giungla di fichi, in un cortile che ha qualcosa di segreto (Six Dogs in Avramiotou). E l’indomani, a un mercato delle pulci ai confini del mondo, a bordo della sua Vitara bianca, attraversando le vie strette di Thiseio e l’aria abbandonata di Iera Odos, che vi farà ricordare l’estate scorsa a Los Angeles. Un mercato caotico, violento, estremo, gitano, di quelli che tante volte vi hanno costretto a non raggiungere. Indimenticabile. In cambio di alcuni euro comprerete un un vecchio album con le foto ricordo di un viaggio a "Benezia" del 1922, un quaderno con appunti di lezioni d’inglese scolorite, un olio in una cornice celeste pallido, accompagnate dalle note struggenti di una canzone popolare greca a ripetizione. Intanto il meltemi continuerà a far sventolare le bandiere, e continuerà ad abbandonarle senza preavviso arrotolate sull’asta.

Parole e foto Laura Taccari. Grazie a John Consolas.