Onde

Onde

Los Angeles, USA

Set 2014

Ascoltare: The Ocean, Richard Hawley

 

A Malibu governano le onde. Te ne accorgi subito. Il loro ritmo contagia ogni movimento, ha il potere di un mantra. Appoggi il telo sul tappeto di sabbia calda, fine e compatta, ti siedi e fai tuo l'oceano che si arriccia fino a sciogliersi sulla riva. A ripetizione, senza noia, né stanchezza. E con cambi di umore repentini. Poco dopo il tuo respiro non è più lo stesso, è accordato con quello delle onde. Così le corse dei bambini tra gli schizzi, così i gabbiani in volo e i delfini le cui pinne compaiono e scompaiono in primo piano sul primo orizzonte. È un movimento ipnotico che non lascia scampo a nessun gesto. A volte, una canzone da una radio vicina ti riporta a casa, ma solo per poco. Se arrivate per colazione o vi fermate fino a cena, sedetevi su una panca di legno del Malibu Farm Pier Café, alla fine del sottile molo e fate un giro nel bazar di fronte per comprare souvenir ispirati. Per pranzo, ordinate una selezione di sandwich e di milkshake da John's Garden, storico tempio di organic food che può vantarsi di aver aperto i battenti quando il cibo healthy era l'approccio di un élite (il nostro preferito è il Vegan Delight con hummus, verdure grigliate, semi di zucca tra due fette di soffice pane whole grains). E raggiungete Paradise Cove, superate la folla e dirigetevi a Nord camminando a piedi nudi sulla sabbia, alla ricerca di uno scampolo di spiaggia remoto. Ammirate i surfisti in bilico sulle onde o stesi sulle tavole, in attesa. A destra avrete scorci di ville da copertina e i canyon, tutti roccia rosa e macchia californiana vergine. E lassù, in cima, le palme con i tronchi che sono steli e le chiome folte, che si muovono seguendo anch’esse il ritmo dell'oceano. Indugiate fino al tramonto, che certe sere mostra l'intensitá di un incendio.

 

Testo e foto Laura Taccari

Traduzione Alessia Andriolo