UNA FAVOLA PER ADULTI ANCORA BAMBINI

UNA FAVOLA PER ADULTI ANCORA BAMBINI

San Francisco, USA

Mar 2013

Testo e foto Laura Taccari

Ascoltare: Otis Redding, Sitting on the dock of the bay

 

San Francisco comincia con un ponte rosso.

All’inizio è una lingua di puntini, che sembrano impazienti di tuffarsi nell’acqua, poi piano piano si rafforzano, iniziano a diventare case, finestre, alberi gonfi, che fanno da orlo ai marciapiedi, tram, che vanno su e giù come in una pista giocattolo. Una bandiera americana in fondo, da qualche parte, si agita senza tregua. E la città prende consistenza, ci arriva agli occhi per quello che è. Il cielo è così bianco e fermo, che viene spontaneo pensare a una nevicata. Il vento è pieno di energie. La mancanza di luce rende più struggenti i colori, sembra che stia per accadere qualcosa di drammatico, eppure questo è un martedì come tanti, avvolto nella nebbia commossa, che appartiene alla città, come i viali ripidi, i pastelli e il cibo organico.

Non abbiamo voglia di fermarci a riposare, siamo impazienti. Percorriamo Lombard street, che è uno zig zag di siepi fiorite, mangiamo granchi giganti al Fisherman’s Wharf, ci perdiamo lungo le strade pianeggianti di Mission. E infine, raggiungiamo Alamo Square al tramonto. Prima salite e poi discese, in un continuo sali-scendi, che alla fine ti ricompensa. Ci diverte e ci fa sentire bambini.

Ammiriamo le case vittoriane una ad una, come fossero opere in una stanza di museo. Celeste polvere e pervinca, rosa cipria e panna, avana e bordeaux, verde salvia e giallo pulcino. Ogni accostamento è una soddisfazione per gli occhi. Cerchiamo di scegliere la nostra preferita e scopriamo che in tutte convive una sorta di melodia, che le rende magiche, desiderabili.

E che da quella collinetta verdeggiante, tra le briciole di un giorno che non è ancora sera, San Francisco ci appare il posto perfetto per ambientare una fiaba per adulti ancora bambini.