"Argentina"

Confiteria Bristol

Confiteria Bristol

Buenos Aires, Argentina

Un ragazzo e una ragazza passeggiano lungo via Esmeralda. A? fine febbraio, e malgrado l’estate sia sul finire, l’aria di Buenos Aires A? ancora torrida. Sono appena arrivati e il destino del giorno A? quello di non avere alcuna meta. La piccola Confiteria Bristol A? l’indirizzo che non stanno cercando. La ragazza ordina due empanadas vegetariane, il ragazzo tre di carne, senza indugio. Di fronte alle vetrine bombate di questa pasticceria, che dal 1952 vive delle liturgie domestiche dell’alta borghesia locale, parlano con l’uomo al bancone, un peruviano che ha imparato le arti del mestiere da piccolo e con una distinta signora, che il pasticcere si affretta a presentare come fedele habituA� e nipote del Presidente Avellaneda. Cosi, deliziosi fagotti di pasta friabile dall’orlo ondulato -che la ragazza, col tempo, imparerA� a modellare con progressiva maestria- sono il main course di un pic-nic improvvisato su una panchina del breve parco di fronte al Palacio de Relationes Internationales.

La Bamba de Areco

La Bamba de Areco

Buenos Aires, Argentina

Solo la prateria pampiana che si apre oltre la periferia Nord-Ovest di Buenos Aires mette a tacere il nostro entusiasmo nei confronti dei ghiacciai del Big Sur (Grande Sud), che abbiamo appena lasciato. A? domenica ed A? estate. Il vento vizia le chiome degli alberi con carezze ipnotiche e profonde. Dopo una strada sterrata un giovane gaucho ci aspetta al cancello, scultoreo e fiero quanto il cavallo che governa con cenni minimi. Lo seguiamo fino all’ingresso di una dimora porpora orlata di bianco, lungo un corteo intimo che taglia in due una campagna ordinata al primo tramonto. Ogni cosa in questo continuo paesaggio rurale materno sembra danzare cautamente di movimenti ancestrali. Il prato si A? fatto piA? verde, il cielo piA? vaporoso e alto. Questa Terra A? diventata, a suo modo, anche per noi, promessa di felicitA�…

Hub PorteA�o

Hub PorteA�o

Buenos Aires, Argentina

a�?Tutte le mattine felici si assomiglianoa�? -Eccomi, Jonathan Safran Foer- I nostri risvegli alla��Hub PorteA�o contenevano una��allegria discreta e innocente, che neppure la pioggia passeggera che tamburellava sulla veranda riusciva a dissolvere. Spalle alla parete-giardino, sul divano rigato, sorseggiavamo il caffA? in porcellane decorate e aspettavamo che i nostri medialunas quotidiani uscissero dal forno, massimamente pomposi e fragranti. Le storiche famiglie del quartiere riprendevano la propria routine “classica” e il sole cominciava ad asciugare le pozzanghere minori. Quando gli impegni lo consentivano, ci piaceva allenare la nostra idea di lusso: raggiungere il roof e oziare in un eden privato tra le cime dei palazzi, indugiare nella grande vasca di marmo e, alla��ora della merenda, concederci una porzione di torta fatta in casa e un mate, riprendendo in mano quel libro di estancias incantate.

Oviedo

Oviedo

Buenos Aires, Argentina

A? estate a Buenos Aires e gli habituA� del pranzo iniziano a sedersi nella sala raggiante di Oviedo e a salutare confidenzievoli i camerieri indaffarati negli ultimi preparativi. Ci abituiamo subito ai gesti cerimoniosi, ai convenevoli accennati, alla cortesia, alle conversazioni sussurrate sopra alle tovaglie immacolate. Un mondo classico e senza sbavature, dove la��eccentricitA� A? concessa a piccole dosi sulle grandi tele appese alle pareti e sui piatti. La sapienza dei cuochi e il loro estro arrivano in sala sottoforma di composizioni patinate, a volte geometriche, a volte piA? fluide. Ogni portata A? un bouquet di sapori nitidi e inconsueti, il cui equilibrio provoca stupore a ogni boccone. Un carattere che si realizza tra creativitA� morigerata e tradizione, tra eterno e non convenzionale.

Big Sur

Big Sur

Buenos Aires, Argentina

a�?La domanda cui cercherA? di rispondere A? la seguente: PerchA� gli uomini invece di stare fermi se ne vanno da un posto all’altro?” -chiese una volta Bruce Chatwin a Tom Maschler. Io viaggio cercando ciA? che conosco e ciA? che ancora ignoro. Certamente cerco la mia prima Parigi, le prue dove mi rifugiavo da piccola, i nidi lussuosi delle cigua palmera e le nuvole sarde, la��Hudson River quando si lascia alle spalle gli ultimi caseggiati di New York City e i Caraibi dopo Cape Town…

Proper

Proper

Buenos Aires, Argentina

Alcune vocazioni sono lampanti giA� in giovinezza. Come quelle di Heinrich Harrer (HA?ttenberg, 6 luglio 1912 a�� Friesach, 7 gennaio 2006), che in etA� scolare vinse il Campionato Mondiale Studentesco di discesa libera e che da grande e dall’altra parte del mondo, dopo perigliose avventure e sventure, divenne maestro e amico fedele del quattordicesimo Dalai Lama, come narra il suo best-seller dal titolo Sette Anni in Tibet.

TUTTO D’UN FIATO

TUTTO D’UN FIATO

MINI Adventure Trip 2015, Argentina

Il suono croccante delle ruote sulla pista sterrata per Antofagasta de la Sierra. La terra sul cofano e noi a scrivere con le dita come bambini, dentro alla Valle della Luna. Il sibilo del vento attraverso il finestrino socchiuso verso Tolar Grande. La crosta nera di vulcano che si frantuma contro dune di sabbia ocra. Le cromie delle rocce andine. I fiori di cactus, i cespugli spettinati dal vento e ogni lama al pascolo. Il bianco puro di Salar de Antofalla e il blu puro dopo i 4.800 metri che levano il respiro. I gauchos a cavallo sull’orlo di paesaggi grandi oltre ogni fantasia. La natura in una bellezza assoluta, da costringere a ripensare il concetto di ciA?-che-A?-bello…

STAFF PICKS

STAFF PICKS

by Luca De Santis

Luca ama viaggiare per incontrare lo straordinario. Dare spazio alla diversitA�. Luca ama restare. Ama ciA? che diventa rito e si tramanda di padre in figlio. (Luca, Creative Director di Meraviglia Paper, A? art director, fotografo e video maker).

Estancia Candelaria del Monte

Estancia Candelaria del Monte

The Pampas, Argentina

Guidando in direzione di San Miguel del Monte, poco fuori Buenos Aires (per noi il tempo infinito per uscire il venerdA� sera dalla cittA� sull’arteria principale a numerosissime corsie, intasata di auto in lento movimento o in panne) il paesaggio non A? assolutamente distante da quello della campagna emiliana e la stanchezza puA? aggravare la delusione dell’attesa di un sogno piA? selvaggio…

PiA? vicini al cielo

PiA? vicini al cielo

Buenos Aires and Salta, Argentina

Buenos Aires profuma di Jacaranda blu a inizio estate della��emisfero australe, il nostro dicembre. A? un aroma dolce diffuso in tutta la cittA�, la cui presenza non puoi fare a meno di riconoscere. Di ogni luogo ricordiamo alcuni tratti e la��Argentina ha una��aria profumata inebriante, in cittA�, come in campagna, fino al piA? remoto confine del suo immenso territorio…

El Obrero

El Obrero

Buenos Aires, Argentina

Un argentino ci ha detto che La Boca non A? periferia, a El Obrero ci siamo sentiti alla fine della cittA�. In questa via residenziale avvolta nella luce fioca di pochi lampioni ci si arriva solo in taxi e solo perchA� si conosce l’indirizzo. All’ingresso un poliziotto A? fisso a controllare i commensali che arrivano e ripartono. Calamari fritti, salsiccia alla brace e purA? di patate. Cucina abbondante, povera, gustosissima, economica.

CRAFT HOTEL

CRAFT HOTEL

Buenos Aires, Argentina

Hip hotel nel quartiere Palermo. Arredi semplici e pareti dai toni sgargianti, a partire dal rosso lacca della��esterno. E una vasca sul tetto che fa nuotare il cielo.

Finca Valentina

Finca Valentina

Salta, Argentina

Salta A? una cittA� decisamente meno attraente di quanto letto su molte guide, ma A? il nocciolo di un territorio di infinita bellezza, perciA? la cittA� della sosta, dalla quale partire qualche giorno in ogni direzione. Il Finca Valentina A? la casa dove tornare, un rifugio divino. A? intimitA� e pace ideale nel sofisticato, bellissimo casale di Valentina e Fabrizio, aperto agli ospiti come fossero di famiglia. Il risveglio A? al mattino presto, perchA� gli uccellini si prendono il sonno con un frastuono leggero e insistente. Tovaglie di lino e ricami a colazione, latte alla vaniglia e muesli croccante, scones e frolle appena sfornati, dulce de leche da spalmare. Mani femminili argentine preparano deliziose pietanze sapientemente ispirate alla tradizione culinaria italiana. A cena si parla della Puna, dei paesaggi marziani che alcuni hanno ancora negli occhi e che gli altri sanno che torneranno a vedere.