Sleep

La Bamba de Areco

La Bamba de Areco

Buenos Aires, Argentina

Solo la prateria pampiana che si apre oltre la periferia Nord-Ovest di Buenos Aires mette a tacere il nostro entusiasmo nei confronti dei ghiacciai del Big Sur (Grande Sud), che abbiamo appena lasciato. È domenica ed è estate. Il vento vizia le chiome degli alberi con carezze ipnotiche e profonde. Dopo una strada sterrata un giovane gaucho ci aspetta al cancello, scultoreo e fiero quanto il cavallo che governa con cenni minimi. Lo seguiamo fino all’ingresso di una dimora porpora orlata di bianco, lungo un corteo intimo che taglia in due una campagna ordinata al primo tramonto. Ogni cosa in questo continuo paesaggio rurale materno sembra danzare cautamente di movimenti ancestrali. Il prato si è fatto più verde, il cielo più vaporoso e alto. Questa Terra è diventata, a suo modo, anche per noi, promessa di felicità…

Hub Porteño

Hub Porteño

Buenos Aires, Argentina

“Tutte le mattine felici si assomigliano” -Eccomi, Jonathan Safran Foer- I nostri risvegli all’Hub Porteño contenevano un’allegria discreta e innocente, che neppure la pioggia passeggera che tamburellava sulla veranda riusciva a dissolvere. Spalle alla parete-giardino, sul divano rigato, sorseggiavamo il caffè in porcellane decorate e aspettavamo che i nostri medialunas quotidiani uscissero dal forno, massimamente pomposi e fragranti. Le storiche famiglie del quartiere riprendevano la propria routine “classica” e il sole cominciava ad asciugare le pozzanghere minori. Quando gli impegni lo consentivano, ci piaceva allenare la nostra idea di lusso: raggiungere il roof e oziare in un eden privato tra le cime dei palazzi, indugiare nella grande vasca di marmo e, all’ora della merenda, concederci una porzione di torta fatta in casa e un mate, riprendendo in mano quel libro di estancias incantate.

Masseria Tagliente

Masseria Tagliente

Puglia, Italy

Io penso che se avessi una masseria, la vorrei così, una dimora signorile di famiglia, con la grande facciata bianca immacolata, alla spagnola, i cinque balconi al piano nobile per affacciarsi a vedere se i cavalli neri selvatici sono tornati dal bosco, se le capre sono andate nella stalla, se Brindisi e il Mar Ionio luccicano la sera. La cucina ad angolo rivestita di maioliche, che finisce in una grande terrazza sul tetto, vicino alla statua di San Martino…

Masseria Schiuma

Masseria Schiuma

Puglia, Italy

Schiuma è una parola magnifica, in un attimo balenano in mente la spuma dei cavalloni del mare, le bolle di sapone morbide e i loro arcobaleni, il latte soffice, la schiuma da barba che sa di colonia pungente, una leggerezza che è propria dell’infanzia, una goliardia che sa di adolescenza, una consistenza effimera che chiama a giocare a ogni età. C’è una Strada Schiuma, che da un punto della S90 che corre da Monopoli a Savelletri, verso Sud, lascia il mare per una campagna inattesa. Masseria Schiuma prende il suo nome, io credo perché la semplicità dei suoi padroni – una coppia danese sincera, aggraziata, bella, Pernille e Lars – è tale da non aver voluto aggiungere altri fronzoli, altri significati a un luogo che è un tempio degli spazi privati e degli spazi condivisi. Ogni movimento di oste e ospiti è libero e maturo…

Palazzo Penelope

Palazzo Penelope

Puglia, Italy

“32 mq di mare”. L’acqua è l’elemento primario che affascina Pino Pascali da sempre. L’artista ricostruisce il suo mare in vaschette di zinco ognuna delle quali contiene una variazione di tono su tono del colore del mare. Pino Pascali, l’artista pugliese più grande, era nato a Bari da genitori di Polignano a Mare il 19 ottobre del 1935 e a un certo punto, presto, le sue opere accentuarono la sua cultura mediterranea…

Albergo Quattro Fontane

Albergo Quattro Fontane

Venice, Italy

“Il giardino dei Finzi-Contini” fu pubblicato da Einaudi nel 1962, il romanzo si svolge tra il 1938 e il 1941 e sembra accadere al riparo da quello che stava succedendo fuori. Da molti anni desideravo scrivere dei Finzi-Contini – di Micòl e di Alberto, del professor Ermanno e della signora Olga – e di quanti altri abitavano o come me frequentavano la casa di corso Ercole I d’Este, a Ferrara, poco prima che scoppiasse l’ultima guerra. Ma l’impulso, la spinta a farlo veramente, li ebbi soltanto un anno fa, una domenica d’aprile del 1957. Ho dormito all’Albergo Quattro Fontane una sera bella di maggio. Scrivendo ora, mi rendo conto che non usiamo quasi più la parola “albergo”, diciamo banalmente “hotel”, mentre io in fondo cerco dappertutto un “albergo”, con il suo significato poetico di dimora abituale, residenza. Ancora qualche secondo, e avrei udito la sua voce, il suo «ciao». «Ciao» disse Micòl, ferma sulla soglia. «Che bravo, a venire.» Avevo previsto tutto con molta esattezza: tutto, tranne che l’avrei baciata…

Le Tre Stanze

Le Tre Stanze

Florence, Italy

Ogni primavera, per sapere quando devono svegliarsi dal sonno invernale, le piante dell’Artico si basano su indizi ambientali diretti e indiretti: per esempio il tempo più mite, le giornate più lunghe e la riduzione del ghiaccio marino. Il letto è alto, le gambe penzolano e le punte dei piedi intuiscono il tappeto antico. Il lino è del corredo di donne di casa, un lino bianco di una volta. Le campane rintoccano chiare come la voce dolce di una madre, chissà che siano proprio quelle della Cattedrale. Ritorna il profumo di cannella che ci ha fatto addormentare la sera. La luce fiorentina filtra appena, nessun rumore. Solo il giovane padrone di casa si muove piano in cucina a piedi scalzi, e il cucchiaino che mescola il caffè caldo. Risvegliarsi in questa residenza di Via dell’Oriuolo numero 43 è un momento fatto di piccoli indizi graziosi. È un atto di generosità, di Patrick, scultore-fotografo. Parleremo soprattutto dell’Engadina, che in modi diversi amiamo e abbiamo negli occhi, lui ha il dono di esserci nato.

Casa Flora

Casa Flora

Venice, Italy

L’azzurro è un colore raro nel mondo vegetale e animale. Quando esiste in natura, spesso non è vero azzurro, ma il risultato di una diffrazione della luce, come nel caso delle penne di alcuni uccelli, del cielo, del ghiaccio, dell’acqua e delle ali delle farfalle. Una volta schiacciati, i mirtilli sono più rossi che blu. E così, quale stanza avete scelto? In quale avete dormito? L’azzurra. A Casa Flora hanno preso i colori della laguna e li hanno portati nelle stanze, c’è il punto di verde dei canali più stretti e limpidi, la tinta rosa veneziana più struggente. E poi c’è l’azzurro soffice della nostra stanza…

North Branch Inn

North Branch Inn

Catskills, Usa

Sbirciando fuori dalla Queen Room, nella luce ovattata di un sabato senza nuvole, si può sperimentare la sensazione di svegliarsi dentro l’atmosfera sospesa di una provincia americana appartata. E come se il fascino di un villaggio silenzioso del Nord America non fosse già di per sé un mattino memorabile, immaginate di scendere le scale di legno che scricchiolano della Post Office House, di attraversare la pacifica North Branch Road, respirare aria fresca, ed entrare nella Main Inn House, dove ieri sera avete sorseggiato sidro al bancone, seguito da una sostanziosa cena tardiva e da una partita al bowling. Immaginate di riempire una mug di caffè appena tostato, un piatto di dolci di mele e cannella, una ciotola di granola e latte corposo di fattoria. Profumo di legna bruciata, di sabato fuori porta, di bosco. God bless America.

The Jane Hotel

The Jane Hotel

New York, Usa

Impossibile non riportare alla memoria l’ultima fantastica pellicola di Wes Anderson, non appena siete di fronte alle scale di questo pittoresco hotel che sfiora l’Hudson. Merito soprattutto del look dei concierge, ma anche dell’ostinata aria eccentrica e fuori dal tempo, che il Jane custodisce sin dagli esordi. Non scegliete le stanze singole con sharing bathroom se non siete dotati di un temprato spirito di adattamento, ma fatelo se avete un debole per le sistemazioni unconventional e-o per le minute cabine di treni dantan.

Totem Flaine

Totem Flaine

Flaine, France

Questa storia non inizia un venerdì di metà gennaio in cui raccogliamo i nostri indumenti da montagna, scarponcini, mappe, due vecchi numeri di Meridiani e una guida, nello spazio della nostra sacca tartan. Inizia il giorno in cui Éric Boissonnas, imprenditore visionario e Gérard Chervaz, architetto, scoprirono uno scampolo di pianura protetto dalle pareti immacolate del Grand Massif, in Alta Savoia. Grazie a quel colpo di fulmine e al progetto urbano che Éric e sua moglie Sylvie, appassionati di arte e musica, realizzarono negli anni a seguire con l’architetto Marcel Breuer, oggi asseconderemo a passo d’uomo i capricci della D106 innevata, entreremo dolcemente a Flaine, lasceremo i bagagli nella reception del Totem, unico hotel del villaggio…

La Pedevilla

La Pedevilla

South-Tyrol, Italy

Il calore della hygge aiuta i danesi a sopportare i lunghi inverni scandinavi. Il termine, coniato dai vicini norvegesi nel 1700, rappresenta quell’insieme di armonia familiare, cura per i dettagli e joy de vivre, che ci fa ricordare con nostalgia ogni nostro viaggio al Nord. Gli architetti Caroline e Armin hanno la propria idea di hygge e dopo aver vissuto tra le mura di larice e cirmolo del loro cottage aggrappato alla montagna, ne sarete incantanti. Porterete con voi un po’ del loro stile e della loro pace, e ne farete buon uso…

Atemporal

Atemporal

Lima, Perù

Ci svegliano il candore della luce e il cinguettio tropicale degli uccelli, che invadono la stanza al primo piano, la stanza dalle grandi finestre e dal grande letto di cotone bianco. Sbirciamo fuori e ritroviamo la piccola Santa Maria, una via minore e aristocratica di Miraflores, che i taxisti non conoscono. Precisamente dove Miraflores sta per lasciare il passo a San Isidro, a quell’incanto di bosco di ulivi che è El Olivar e dopo ancora all’hacienda settecentesca di Astrid y Gaston. I taxisti non conoscono questo nuovo “hotelito” e non glielo insegneremo, ci faremo lasciare ogni volta a Ovalo Gutierrez, per non disturbare la quiete di Santa Maria e di questa casa mozzafiato. Siamo regine di una piccola residenza che risale agli anni Quaranta e genera orgoglio ogni volta che si varca il cancello d’ingresso. La colazione delle delizie è fatta di porzioni gentili e di una veranda aperta sul giardino, dove stanno mettendo a dimora un nuovo limone. A volte gli esempi di ospitalità più compiuta e moderna stanno in città inattese.

Casa da Dinà

Casa da Dinà

Odemira, Portugal

Dopo essere scesa nel pollaio a prendere le uova fresche, Dinà si mette ai fornelli per preparare tarte di fragole che i suoi ospiti gusteranno ancora tiepide, cestini di pane e croissant, spremute saporite, macedonie di stagione e caffè nella moka. Intanto Philippe serve ogni portata con l’eleganza innata di un uomo d’altri tempi. Poche stanze arredate con l’essenziale e raro buon gusto. Letto, scrittoio, lume, panca, plaid, vaso di fiori freschi. E una tela dell’artista di casa. Non lasciate Casa da Dinà prima di aver visitato l’atelier di Philippe e senza aver preso un po’ di vita dei suoi racconti.

La Granja Ibiza

La Granja Ibiza

Ibiza, Spain

I dinosauri del Sudamerica potrebbero aver raggiunto l’Australia attraverso l’Antartide. È la conclusione dell’analisi dei fossili di due specie di dinosauri molto grandi, trovati nel Queensland, in Australia. Ho il sospetto che sia stato il privilegio di collezionare passeggiate negli orti sbalorditivi del Babylonstoren in Sudafrica, di Gibb’s Farm in Tanzania, di Harald Gasser in Val d’Isarco, di svariate fattorie organiche della California del Nord, ho l’impressione che siano stati gli anni trascorsi a percorrere il mondo in su e in giù, a destra e sinistra, e annotare immagini di foglie, fiori e frutti, la mia grande scuola per varcare il cancello de La Granja, farmhouse mediterranea dall’anima esotica, e scambiare naturalmente qualche battuta sul raccolto del giorno con i suoi meravigliosi gagliardi contadini. L’insalata qui la raccolgono nel momento in cui la ordini alla finca, sotto gli occhi di Cocò, il maiale nero e del pony con cui divide serraglio e foglie di lattuga. E, in ogni grande “giardino di frutta e verdura” privato del mondo, cibarsi del verde tutto è un’attività di vista, palato, olfatto e tatto, alla quale ci arrendiamo istintivamente. A Ibiza poi il verde sa assumere, anche sotto alle nuvole, tinte audaci per un’isola che dista solo due ore di volo diretto da Milano.

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